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Cosa è un Counselor

Cosa è un Counselor? 

Chiariamoci assieme le idee, Sfatiamo  alcuni miti

 

Mito 1. Il counselor è una specie di psicologo.

 

Questa similitudine viene  fuori quasi  subito. È comprensibile, perchè visti da fuori un counselor ed uno “psicologo” (o meglio, uno psicoterapeuta) fanno qualcosa di molto simile. 

 

Ma entrando più in profondità ci sono importanti differenze epistemologiche e di intervento.

 

Dire che un counselor è una specie di psicologo è come mettere a confronto un fisioterapista con un insegnante di yoga. Anche se entrambi lavorano con il corpo ed entrambe le metodologie permettono di migliorare la postura sono interventi e lavori completamente diversi, e si va da l’uno o dall’altro per motivi diversi.

 

La maggior parte delle persone non conosce la differenza che esiste tra le varie figure professionali della relazione d’aiuto. Molti mettono sotto lo stesso cappello psicologi, psicoterapeuti, psicanalisti e psichiatri,  sono quindi tentati di fare di tutta l’erba un fascio inserendoci anche counselor, coach ed educatori.Le differenze però ci sono, eccome, guardiamole insieme.



Quali sono le differenze fondamentali?

La prima e più chiara differenza è nel rapporto tra il professionista ed il cliente.

Lo psicoterapeuta e lo psicologo lavorano con dei pazienti, impostano la relazione e l’intervento in termini medico-paziente.

ILcounselour (ed il coach) considerano l’utenza come “cliente”, impostando la relazione in modo più orizzontale e si mette “al servizio” del cliente e della sua richiesta assumendo il ruolo di esperto e facilitatore.

Questa differenza cambia completamente l’approccio al problema.

Mentre un paziente deve essere curato un cliente deve essere aiutato a raggiungere un suo obiettivo, che sia il superamento di una difficoltà, la crescita personale o una meta da raggiungere nella sua vita.

Questa differenza cambia anche, di base, il tipo di utenza che si rivolge (o dovrebbe rivolgere) ad un counselor, ad uno psicoterapeuta, ad uno psicologo e così via …

 

In linea di principio, comunque, se una persona ha un profondo disagio psichico, o una psicopatologia, dovrebbe rivolgersi ad uno psicoterapeuta o psichiatra. Se invece si parla di problematiche circoscritte nel tempo, stress, scelte difficili da affrontare, obiettivi da raggiungere o percorsi di crescita ed evolutive allora il counseling è il tipo di approccio più indicato.

 

 

Ci sono molti approcci alla psicoterapia (come al counseling). Molti di questi sposano anche principi di counseling a sostegno, più o meno marcato, della pratica psicoterapeutica più propriamente detta. Allo stesso tempo gli psicologi possono usare le loro competenze in ambiti differenti dalla clinica, e di fatto lo fanno, trovando posto anche all’interno di aziende di vario tipo e nei ruoli più disparati.

La differenziazione che ho fatto poco sopra affronta il discorso in termini generali. Ogni singolo professionista (e approccio) è unico.

Quindi no, il counselor non è una specie di psicologo.

Anche se nel linguaggio comune “una specie di psicologo” viene usato a sproposito (insegnanti, preti, baristi, parrucchiere e portinai vengono definiti “una specie di psicologo”) quando si parla di professioni d’aiuto bisogna essere specifici.

Mito 2. Il Counselor ti dà consigli.

No, no e no.

Il counselor ti aiuta a sviluppare le tue risorse, a superare le difficoltà nel tuo modo specifico, a crescere secondo la tua strada. Per farlo crea un ambiente favorevole al tuo sviluppo, attraverso l’ascolto attivo e proponendoti dei lavori di ascolto interiore.

 Nel counseling il professionista non ha mai la pretesa di conoscere con certezza cosa si muove e quali sono i vissuti del cliente.

 

Questa non è una debolezza del metodo, anzi!, la grande forza dell’approccio del counseling deriva proprio dall’essere catalizzatore di esperienze personali che favoriscano la crescita, e non promotore di una soluzione, e per farlo non si può dare niente per scontato.

 

Se, invece di lasciarti entrare in contatto con le tue inclinazioni più profonde e aiutarti a sviluppare le tue potenzialità desse delle direttive precise secondo il proprio punto di vista(e, di fatto, questa può essere una definizione di “consiglio”) non permetterebbe al cliente di raggiungere le proprie, specifiche, risorse.

Questo non vuol dire che il counselor non proponga mai un punto di vista alternativo (anzi, è parte del suo compito) o che non proponga azioni specifiche che possono risultare utili ai propri clienti. Ma sono proprio questo: proposte. Non soluzioni.

Mito 3. Il counselor ti risolve i problemi.

Il counselor ti offre un luogo e un supporto che ti aiutano a raggiungere le tue  risorse.

Un problema risolto da un intervento (totalmente) esterno è come nascondere la polvere sotto il tappeto, può essere utile, sul breve periodo, ma non rende la tua casa (e la tua vita) più pulita.

Non è il counselor a risolverti i problemi, sei tu che trovi le risorse interiori per trasformare e superare i problemi

.Il counseling  serve a trovare la tua personale via e a sviluppare le tue personali risorse, questo è veramente utile per superare le difficoltà della vita e crescere. 

 

Mito 4. Tra counseling e psicologi c’è odio profondo

Io ed i tanti psicologi e psicoterapeuti con i quali ho collaborato non siamo d’accordo.

Associazioni ed albi professionali fanno il loro lavoro, e spesso i toni si scaldano nel perseguire politiche che aiuterebbero (il condizionale è d’obbligo) i propri iscritti. Come per tutte le cose ci sono più voci che si alzano, più punti di vista e diversi interessi in gioco.

 

Tuttavia nella mia esperienza non ho incontrato molti psicoterapeuti “contro” il counseling, anzi!

La collaborazione, la comunicazione tra professionisti ed il lavoro d’equipe, dove ognuno con le proprie competenze concorre al benessere del cliente (o paziente) è cercata e praticata da molti.

 

 

 

Un grazie sincero ad Andrea Di Somma dal cui sito ho preso e rielaborato (pochissimo a dire il vero) il testo che hai appena letto

 

 

 

 

 

 

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