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Conosci il tuo critico interiore?


Questa voce interna è stata esaminata da Freud: Super-Io:  Concetto psicanalitico con il quale S. Freud indica, dal punto di vista topico, l’istanza psichica che regola il comportamento e presiede alla coscienza morale. Sorge nel bambino attraverso identificazioni successive e stabili dell’Io con aspetti dei genitori e degli educatori, particolarmente del padre. Il Super-Io è «l’erede del complesso di Edipo». Agisce incitando l’Io a difendersi in vario modo contro gli impulsi dell’Es, provocando le inibizioni inconsce e il bisogno (inconscio) di punirsi) http://www.treccani.it/ enciclopedia.
Secondo Eric Berne La parte genitoriale dell'io è quella dove sono custoditi i sentimenti, i comportamenti, le emozioni, gli insegnamenti, gli esempi che noi abbiamo appreso dai nostri genitori e figure che ci hanno educato. Quando una persona si trova nello stato Genitore, egli reagisce secondo i modelli di suo padre o sua madre https://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_transazionale
Ne hanno parlato pure da molti altri ricercatori, non ultimi Hal Stone e Sidra Stone (Il critico interiore, Macrolibrarsi).
Tutti sentiamo questa voce interiore che ci assilla, attribuendoci colpe che pensiamo di non avere e ci fa star male. La detestiamo ma non riusciamo a farla tacere. Dobbiamo trovare il modo di rapportarci con lei. Proviamo ad accontentarla, almeno in parte, e proviamo a proporle un compromesso, dicendo che alcune critiche sono giuste ma non tutte. Sembra accettarlo, scopriamo però che in realtà non le basta mai quello che le proponiamo: è davvero inflessibile e sembra volere solo una cosa, la nostra impossibile perfezione.
In che modo rapportarci con il critico interiore? come dicevo prima non possiano metterlo a tacere. Se lo ascoltiamo rischiamo di venir travolti dalle sue rampogne, che non cessano mai e addirittura possono aumentare quando si sente finalmente ascoltato.
Questo problema è stato preso in esame da molti e sono state studiate tante soluzioni. c'è chi propone di metterlo a tacere alzando la voce contro di lui, ma questo funziona solo per poco. Il critico sembra tacere ma la sua voce sottile riprende presto a parlare dentro di noi. Possiamo rassicurarlo, dicendogli che oramai abbiamo capito e non deve tormentarci in continuazione, siamo capaci di badare da soli a noi stessi. Possiamo anche provare a dimostrarglielo ma nemmeno questo ha successo, non smette di tacere.
Possiamo ascoltarlo, tenendolo però un po' distante da noi. Questa strada sembra quella capace di dare risultati. Il Focusing ha elaborato delle strategie per farlo in modo efficace. il primo passo è quello dell'accettazione del nostro critico, poi quello dell'ascolto infine quello del dialogo. Sì, il focusing propone un dialogo con il nostro critico interiore che ci consente di guardarlo con occhi diversi e di integrarlo nella nostra vita di tutti i giorni. Nel prossimo articolo spiegherò come si può fare.

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